Oggi parliamo di BERGAMOTTO

Il bergamotto è un agrume che nasce dalla pianta Citrus bergamia. Questa è un albero sempreverde, alto tra i tre e i quattro metri, con fiori bianchi molto profumati e foglie lucide e carnose.

Il frutto del bergamotto è di colore giallo intenso, dalla forma rotonda leggermente schiacciata ai poli; l'etimologia del nome sembrerebbe turca: bergamotto deriverebbe da beg - armudi, che significa “pero del signore”.

Le sue origini sono alquanto oscure e ancora oggi tra i botanici si discetta se sia una specie a sè stante o una derivazione dell'arancio amaro; quel che è certo è che è tra gli alimenti definiti funzionali, ossia quei cibi che possono vantare effetti benefici per la salute.

L’agrume, conosciuto ai più per il suo uso in cosmetica, è usato da secoli nella preparazione dei profumi; si narra che il debutto nella storia della profumeria di alta gamma fu addirittura alla Corte del Re Sole. Le cronache del tempo che un giorno alla Corte del Re Luigi XIV di Francia, nella splendida Reggia di Versailles, giunse un gentiluomo siciliano che aveva portato con sé un fusto di rame contenente un denso liquido profumato che altro non era se non l’essenza di bergamotto; aveva conosciuto l’essenza nel suo passaggio dalla Sicilia alla sponda reggina dello Stretto e chiese di poter dimostrare la straordinaria efficacia della sua acqua al bergamotto a Sua Maestà il Re Luigi XIV. Il successo fu immediato e travolgente. Per la Corte del potente monarca francese (a Versailles soggiornavano 15.000 persone tra nobili, dame, cortigiane e servitù) quell’acqua che emanava un profumo intenso rappresentò un toccasana, una soluzione inaspettata ai problemi che la medicina del Seicento aveva creato. Infatti il divieto da parte della classe medica del tempo dell’uso dell’acqua – considerata responsabile della diffusione delle epidemie di peste e di altre malattie infettive -aveva generato problemi igienici e diffuso anche a Versailles odori non consoni alla Corte più ricca e sfarzosa del mondo. Però assieme alla sua profumazione delicata e armoniosa (molto più gradevole delle fragranze troppo speziate allora in uso), furono le proprietà antivirali dell’essenza, che risolvevano il problema legato al rischio di contrarre la peste, a decretarne il successo. Ancora oggi continua ad essere usato anche nell’industria farmaceutica per il suo potere antisettico e antibatterico, nella produzione di varie tipologie di disinfettanti.

Ma probabilmente la notorietà del bergamotto deve molto a un altro italiano, Gian Paolo Feminis, che inventò nel 1704 un’acqua da toeletta chiamata “acqua admirabilis”, battezzata in seguito Acqua di Colonia in onore alla ricca e colta città tedesca di Colonia (città dove era stata prodotta e diffusa inizialmente); il Feminis aveva scoperto l’essenza di Bergamotto e aveva sperimentato che l’olio di quell’agrume fissava le altre fraganze.
Sicchè accanto all’uso che inizialmente se ne faceva per profumare l’ambiente, la persona ed i vestiti, si diffuse la pratica di utilizzare il bergamotto come fissatore delle altre essenze. Ancora oggi l’olio essenziale di bergamotto viene usato in un ramo d’elite dell’industria profumiera grazie alla capacità di fissare il bouquet aromatico dei profumi (che persistono molto più a lungo dei comuni profumi a base sintetica) e di armonizzare le altre essenze contenute, esaltandone le note di freschezza e fragranza.

 

Il Bergamotto nell’industria farmaceutica e cosmetica

- Le proprietà del bergamotto come frutto della salute e del benessere.

Il bergamotto inizia ad essere usato, come ricordavamo, anche nell’industria farmaceutica per il suo potere antisettico e antibatterico, nella produzione di varie tipologie di disinfettanti.

L’essenza di bergamotto è inoltre stimolante dell’appetito; viene impiegata nella cura dell’ipertensione arteriosa; ha un immediato effetto balsamico per le vie respiratorie.

Il suo profumo agisce in senso tonico e riequilibrante sulla psiche, infatti è impiegato nella preparazione di farmaci contro ansia, nevrosi, depressione.
Gli effetti positivi sulla pelle sono testimoniati dalle creme solari, da quelle sebo regolatrici, dai saponi da bagno, deodoranti e svariati altri prodotti. Tale frutto è in realtà un serbatoio di sostanze utili per il benessere; si è scoperto infatti che il suo succo è ricco di proprietà benefiche per il nostro organismo, grazie alle vitamine e ai flavonoidi che contiene (un'alta concentrazione di flavonoidi che possiedono proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie e vasoprotettive, nonché ipolipemizzanti ed ipoglicemizzanti. In particolare, alcuni di essi agirebbero sulla sintesi intraepatica dei trigliceridi, inibendola, e sulla risposta intracellulare all'insulina, migliorandone il segnale.)

Ad aver rimarcato queste qualità sono stati gli scienziati italiani dell’Università Magna Grecia di Catanzaro che hanno pubblicato i risultati dello studio sul Journal of Functional Foods, dimostrando come il bergamotto possa avere effetti simili a quelli delle statine nel controllare il colesterolo LDL (ovvero il colesterolo cattivo), senza tuttavia gli effetti collaterali dei noti farmaci.

I test condotti per confrontare gli effetti delle statine e degli enzimi contenuti nel bergamotto sul colesterolo, hanno mostrato che il bergamotto ha funzionato altrettanto bene (anzi meglio delle statine); non solo gli enzimi dell’agrume hanno ridotto i livelli di colesterolo LDL, ma hanno aumentato quelli del colesterolo HDL, o buono.

Pertanto – aggiungono gli scienziati – una spremuta si bergamotto potrebbe essere molto efficace per il trattamento del colesterolo alto e della glicemia!!

Altri studi pubblicati sulla rivista scientifica International Journal of Cardiology, hanno infatti accertato che somministrando per 30 giorni il succo di un frutto di bergamotto a individui con colesterolo alto, dopo 30 giorni si aveva un 42% di aumento di HDL (colesterolo buono), un 38% di diminuzione di LDL (colesterolo cattivo), un 41% in meno di trigliceridi e una diminuzione fino al 25% della glicemia.

Già in un precedente studio, condotto dall’università della Calabria, si erano evidenziate le proprietà salutari del succo di bergamotto che, grazie all’azione dei polifenoli, era risultato efficace nel ridurre i livelli di trigliceridi e la glicemia – oltre al colesterolo. L’effetto antiossidante è stato paragonato a quello della vitamina E e contribuisce alla prevenzione dell’aterosclerosi.

Può essere bevuto diluito in acqua, meglio se calda e al mattino, anche se il succo è un po' amaro…ma l’asprezza (che per capirci è superiore a quella del pompelmo) è dovuta alla presenza di naringina (comunque capace di combattere il virus dell’epatite C e generalmente utilizzata per combattere ogni forma di virus più comune, può essere utilizzata anche contro l’influenza, per intenderci); il succo fa molto bene perché in esso ci sono 350 polifenoli unici simili come effetto alle statine, con la capacità di inibire la sintesi del colesterolo con la differenza che non incidono nell’aumento di diabete e non hanno le controindicazioni tipiche delle statine chimiche. Gli stessi polifenoli del bergamotto hanno un’azione insulino-stabilizzante.

Azienda Agricola Demetrio Calveri

– La tradizione del Bergamotto dal 1744

La storia dell’Azienda Agricola Demetrio Calveri ha inizio nel lontano 1744, quando Demetrio Calveri, un medico siciliano di passaggio in Calabria…… ebbe modo di testare casualmente le già note proprietà antivirali del bergamotto. Reggio Calabria in quegli anni era colpita dalla peste, ma Calveri notò che “gli spiritari”, ovvero coloro che lavoravano il frutto del bergamotto estraendone l’essenza, non si ammalavano. La lavorazione prevedeva la raccolta del frutto che poi veniva sbucciato; la buccia era passata su una spugna naturale dagli operai mentre i padroni controllavano meticolosamente il lavoro dei loro “spiritari”, passando accanto alla buccia spremuta la fiammella di una candela. Se quest’ultima originava una fiamma, significava che ancora vi era essenza e il lavoro non era stato fatto bene; in ogni caso, le cronache dell’epoca raccontano che effettivamente nessuno dei soggetti impiegati nella lavorazione del bergamotto si ammalò! Evidentemente il contatto col frutto e con la sua essenza aveva capacità immunitarie. Calveri decise allora di acquistare circa 5 ha di terreno nel territorio reggino per coltivare il bergamotto e venderne l’essenza preservando i nobili dell’epoca dal contaggio della malattia; col tempo però, la richiesta dell’essenza per uso terapeutico, fu soppiantata dal suo impiego nell’industria profumiera, conquistata dall’inebriante odore delle note di testa di questo frutto esclusivo. Oggi come nel 1700 i discendenti di Demetrio Calveri trattano il prezioso agrume come faceva il loro antenato. Tutte le fasi della lavorazione del frutto sono intrise di storia e tradizione; la raccolta avviene a mani nude (solo durante le ore del tramonto) e i cestini di vengono ancora ricoperti di panno per evitare traumi al frutto e non mandare persa neanche un po’ della preziosa essenza (basti pensare che la produzione di un litro di prodotto, è necessario lavorare circa due quintali di bergamotto).

Nella nostra essenza, si respira ancora la magia e la tradizione di una volta.

Osteria ConVivio

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